Il 28 febbraio si celebra la Giornata Mondiale delle Malattie Rare (il 29 negli anni bisestili) per sensibilizzare su oltre 300 milioni di persone nel mondo affette da patologie rare. In Italia è coordinata da UNIAMO: #uniamoleforze 2026 mira a promuovere ricerca, diagnosi tempestive e accesso alle cure, coinvolgendo pazienti, caregiver e istituzioni.
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Un esempio emblematico di malattia rara è la neurofibromatosi, una condizione genetica che provoca la formazione di tumori sui nervi. La neurofibromatosi può manifestarsi in diverse forme, tra cui la tipo 1 (NF1) e la tipo 2 (NF2), e le sue conseguenze variano notevolmente da individuo a individuo. Sebbene non esista una cura definitiva, la ricerca ha fatto progressi significativi, grazie anche alla visibilità che eventi come la Giornata Mondiale delle Malattie Rare offrono a malattie come la neurofibromatosi.
Questa giornata serve anche a sottolineare l’importanza della diagnosi precoce, della ricerca scientifica e del supporto per i pazienti e le loro famiglie. Nonostante la neurofibromatosi sia relativamente poco conosciuta, iniziative come questa contribuiscono a migliorare l’accesso alle cure, la formazione degli operatori sanitari e l’educazione pubblica. È essenziale che venga data priorità alla ricerca, per scoprire nuovi trattamenti e, si spera, una cura. Inoltre, la Giornata Mondiale delle Malattie Rare è un’occasione per rafforzare il senso di comunità tra chi soffre di queste patologie, promuovendo l’inclusione sociale e combattendo lo stigma associato a malattie così poco conosciute.
In definitiva, la Giornata Mondiale delle Malattie Rare è un momento cruciale per sensibilizzare il mondo intero su patologie come la neurofibromatosi, che, sebbene rare,







